12 baci sulla bocca

io sono una che piange. ho pianto ovunque.

ho pianto al cinema, ai concerti non si contano le volte che ho pianto.

piango molto anche davanti alla tv. mi piace tanto.

quando ho visto al cinema 'Storia di un cammello che piange' c'era poca gente, io ero con Simone che credo volesse sprofondare perché lì io proprio singhiozzavo. quando nasce il cammellino albino tutto bianco e ricoperto di terra, placenta e sangue e la madre che non vuol sapere di lui, quello è il momento che piango.
da quando ho il decoder ho scoperto un canale che mi piace molto, si chiama Cielo, lì danno una specie di reality ambientato in un reparto di maternità. e anche lì ci sono bambini che nascono. i bambini escono fuori mica tanto conciati bene, sono violacei, sporchi di placenta e di sangue e il cordone ombelicale è scurissimo. quello è il momento che piango. invecchiando ho notato che il momento che piango è più intenso, ma dura molto meno.
stasera per la prima volta ho pianto a teatro.
sono andata a vedere 12 baci sulla bocca e non sapevo nulla di questo spettacolo. ci sono andata perché lo ha scritto mario, lo ha diretto giuseppe e in scena c'è francesco.
li ho conosciuti quando ho fotografato lo spettacolo gomorra. e me ne sono innamorata, io mi innamoro degli artisti prima ancora che dello loro arte.
12 baci sulla bocca mi ha sconvolta, uno spettacolo pensato da uomini eppure così delicato da spezzare il cuore. le scene sono costruite ad arte e ogni frame è un quadro.
per il mio lavoro ho una naturale inclinazione per ciò che è bello, amo la bellezza quando non è solo estetica ma se ha qualcosa a che fare con il concetto matematico di armonia e di economia dei segni.
lo spettacolo ha una combinazione magistrale di questi elementi: luci, parole, silenzi, musiche. gli attori sono disegnati da una luce perfetta e dosano le parole, le pesano ai loro silenzi che s'affogano in respiri che fanno sentire dolore.
questo spettacolo parla d'amore. anzi, in questo spettacolo l'amore ti investe.
puoi essere innamorata o no, puoi amare un uomo una donna, puoi non amare nessuno, non importa. tanto trovi tutto là. è uno spettacolo da vedere nudi.

attraverso salti acrobatici due uomini si amano sul palcoscenico, non si sfiorano mai. eppure tutto è intimo carnale. è poetico. formano diagonali che si incontrano in un punto. quel punto è un attimo di eternità.
saltano e cadono giù pesantemente e dalle tavole del palcoscenico in controluce si alza la polvere, sembra uscire dalla ferita di chi ha scritto questa storia.
perché non puoi scrivere una storia così, così intima poetica, così fatta di sangue se non sei questa cosa. ci vuole talento e sapienza a mostrarsi nudi, ricoperti solo di terra, placenta e sangue.
e mentre assisto a questa scena penso proprio a chi l'ha scritta che non può non essere tutto questo, e a me che sono qui a diventare anche io tutto questo. a volermi mangiare tutto questo. io ci tornerò domenica e non so ancora se a riprendermi qualcosa di me rimasto in questo spettacolo che ha occupato anche lo spazio che c'è a mezz'aria. o a voler prendere ancora qualcosa dall'amore fragile, l'amore malgrado tutto, malgrado pure te stesso. l'amore che paga ogni maledetta ora d'amore.

per la prima volta in vita mia ho rosicato perché non posso fotografare uno spettacolo, per la prima volta in vita mia avrei pagato io per fare la grafica per la locandina di uno spettacolo.
che fico ragazzi che vi conosco. grazie per tutto questo lavoro. il vostro talento fa il mondo più bello.
spé

se bruciasse la città da te da te da te io correrei anche il fuoco vincerei per rivedere te
se bruciasse la città lo so lo so..

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