Vortice e seta
Ho comprato tacchi alti con te
e da quelli guardo perplessa i progetti
di viaggio che fai insieme a me.
io che invece saprei, saprei senza che, prendere velocità col mondo che vorticoso mi sfiora al passaggio. come alberi mobili su autostrade veloci.
vorticano i mondi di parole che ho avuto.
di lune. di soli. di stelle cadenti.
di penne di font stampanti a laser e colori.
di lacrime da niente; di ferite da niente;
di dolori da niente.
di filosofie che mi insegnano, di strade da trovare, di io da comprendere di maestri e astrologia, di fantasie di piacere .di godimento
e di sesso. di Dio e di amore; di infinito di pace di mare di fresco di liquido di perdersi... perdersi... p e r d e r s i...
vorticoso ruota intorno a me l’imbuto del nulla.
sono stordita :ho il tutto e il suo niente.
mi vedrei bene con capelli corti neri e un trucco pesante scontornata senz’ ombra su fondi bianchi e luci azzurre ad accordare il mio basso con note di pianto e di vento.
di cadute da palazzi che toccano il cielo insonne di tutta una vita sonnambula
in bilico su finestre viola . e oltre il viola il caldo e il rumore di altri che vivono.
Non ce la faresti a salvarmi :hai i polsi troppo sottili.
Oltre il viola sei tu che sei ancora lì sul mio divano bianco a goderti il mio baileys /non comprendi nulla di questo e non ha colpa la tua bellezza se non ammortizza la caduta ad intreccio del tutto e del niente.
appoggi a terra il bicchiere e morbidamente
dal collo fai parlare in un bacio il tuo odore
di africa
e mentre ignori ogni cosa
:questo è il meglio di te
scivola il lino del tuo pantalone sul profilo
del tuo adorabile culo di seta. penso in fondo che posso ancorare alle parole che usi la discesa fatale
e nel fortunoso atterraggio sul tuo sensuale francese -je t’adore mon trésor-
mi riagganci al mondo a sorpresa
:questo è il meglio di te.
la tua pelle è nera tempestiva ed ignara,
una scialuppa di seta.
Vinile
come una goccia è piccolo da dentro il mio letto l’universo intero e penso
di soffocare dentro un’ arancia rosso di sicilia se non la smetto di pensare.
un pensiero due pensieri e tre. e balli sul vinile del mio cuore come fosse cioccolata che puoi rimpastare per recuperare ma non e’!
vorrei difendermi
vorrei non aver mai! vorrei non dover vedere e mai averti visto e penso di dover rinascere e come rinascere sotto il peso del macigno di ogni parola che mi hai lasciato! di ogni volgare silenzio che mi ha massacrato! e vomito ogni tua più romantica carezza
la ferita lacerante è non poter nemmeno più ricordare
e dormo dentro una forza di volontà che mi difende da ogni tua incapacità di farlo dal tuo sorriso del cazzo mentre io amo e mentre io amo tu ...tu immobile. uguale a te stesso.
Primavera
primavera come un inverno che se non puoi uscire entri e allora vorrei stare
/dentro il moto circolare del tuo respiro minore
/dentro il freddo che hai e lungo cio’ che rimane,
/nel visibile di ciò che adesso vorresti dentro le lenzuola. A guardare la stessa ragnatela e i film in prima serata lasciati a metà. ti faccio un tè,amore?
/nella tazza per ballare ogni sorriso che farai.
a casa di P.
sto comoda sul divano nella sala con la libreria nera a leggere. ho iniziato almeno tre libri a casa di P.: uno di Virginia Wolf e due della serie di libri di Bukowski che lui ce li ha tutti e li ha letti tutti. P. è in cucina ha già mangiato, a me non andava nulla e P. sta pulendo i piatti forse di un colore celeste chiaro; di sicuro ha due grandi tazze da tè una arancione con un sole giallo e una gialla con un sole arancione; lo so perchè ci abbiamo preso il tè all’arancio che non sapeva di arancio ed è tutto quello che voglio sapere di lui. che ha due tazze colorate e un pianoforte nero nel salone al piano terra. e basta. il suo nome lo so, quello mi basta; vorrei non sapere il segno zodiacale. lo scorderò.
Il film è di Salvatores, il titolo AMNESIA è piuttosto opportuno per me. con il plaid di lana moirè viola e verde molto caldo anche se non abbastanza lungo per tutti e due e abbracciati, arriviamo almeno al primo tempo poi la scena cambia-sempre sul divano, sempre la tv, ma stavolta lui è girato verso di me o meglio è già sopra di me - a me piace. sbircio e gli occhi chiusi di lui mi confermano che tutto ok lui non è coinvolto e procedo. io invece ho gli occhi aperti: mi piace sempre guardare un uomo quando il punto di vista è così interessante/vicino vicino vicino quest’uomo è proprio bello: ha il naso perfetto, le labbra carnose e gli occhi chiusi hanno una forma che disegnerei con l’aerografo di painter 5.0 e verrebbero benissimo. Gli bacio gli occhi; P. risponde con qualcosa che assomiglia a passione (?) non certo a tenerezza mentre io penso che a incontrarlo per strada forse non ci farei neanche caso; invece in quella situazione è molto bello. rido. la cosa è veramente piacevole. Lo guardo e continuo a pensare a come regolererei il brush per disegnargli le labbra e poi decido di mangiarmele. Lui sempre occhi chiusi -perfetto.
solo per poco penso che guardavo gli occhi chiusi di quel tale uomo che amavo e in silenzio pregavo che li aprisse, che mi guardasse. piangevo che si accorgesse che io ero lì.
gli occhi aperti sono presenza. sono: e c c o m i: forse non succederà mai più, ma adesso sono qui. e io vedo te g u a r d a m i.
per quanto mi riguarda, quel tale uomo che amavo può anche morire. che muoia tutto quello che io so di lui...’fanculo.
dormiamo abbracciati. quando mi sveglio ho voglia di tornare a casa. sono le quattro e lui si riveste. Il gelo di Roma e noi due sul raccordo -a tratti mano nella mano- ridiamo come due scemi con le poche cose che sappiamo di noi. io so che non avrò voglia di rivederlo che non mi mancherà e questo rende tutto perfetto.
P. mi dice che io gli piaccio davvero, ma tanto siamo arrivati; io dico non c’è bisogno che m’accompagni ma lui accende le quattro frecce e m’accompagna, poteva anche non farlo.
Il portone l’ascensore buonanotte buonanotte, mi scosta i capelli dalla fronte -ops era meglio non farlo- un bacio dolce sulla fronte ma tanto ci metterò poco a dimenticarlo e un altro bacio, vero, da amanti, poteva anche non farlo...buonanotte buonanotte
e adesso a casa. stufetta. gattini. copertine anzi due piumoni. il libro che sto leggendo. un bella serata e se dio vuole nessuna attesa.
Tu Sempre Tu
non hai bisogno di nessun lieto fine.
nessuno ti chiederà più nulla.
metto sale sulle ferite sebbene rimargino pezzi di vita a pensare che tu sempre tu tu sempre tu
tu e nessun altro oltre che tu
resto dentro le parole che dici, chissà a chi le dici e i pensieri che muovono, chissà verso chi
tu sempre tu
tu sempre tu
tu e nessun altro oltre che tu
…
ho una flebo di te e lacci emostatici a simulare il tuo abbraccio
la fortuna è che il sangue ha il calore che ho perso.
mi sorprendo che tu
sempre tu
tu sempre tu
tu e nessun altro oltre che tu
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