......

Ugualmente


ugualmente mi cuocio nell’illusione disperata di te...

tristemente aspetto che arrivi e so già

:non sei mica felice

sei vento veloce

mi spezzi ma ugualmente cammino a braccetto con la brezza che tiri

con il senso della frase che mi scrivi..

sei ruote_sei strada_sei terra_sei nero d’asfalto non ti volti_non ti fermi_non dormi ti muovi sei rapace sei capace non hai nomi

e non me ne dai. ma ugualmente ti aspetto con

l’ansia di entrare nella fogna uscirne e sparire

io non ti vedo da qua.

ho i tuoi occhi che mi guardano neri e il letto viola è una parola fraintesa.

siamo potenza senza fortuna.

siamo abbandono. prima ancora di essere qualsiasi cosa...




Follia


troverò nel tuo ardore quel che che si trova nelle fiamme :combustione e consumo.

è un errore legittimo bruciare nelle tue lande o pensare che

l’inconsistente amore che mi dai è tutto ciò che mi merito...

la follia rimbalza tra noi. non si fa mai vedere di chi è veramente.

ma impone silenzio. e ci mette a tacere coperti di niente.




LONDRA

QUATTORDICINOVEDUEMILAUNO


penso di me che sono incostante e che il mio bene è legato al bisogno.

non credo che le relazioni umane siano autentiche.

penso di me l’ipocrisia che non vedo.


non mi penso autentica e non ho relazioni sincere.


L’ apparenza è la superficie o il bisogno di accomodare i pensieri per sopravvivere e

questa merda che scrivo è solo un altro modo per venire a galla


ma percorro strade nere con pareti azzurre per stordire il cuore

che non portano a niente.

Mi distinguo annebbiata appena mi vedo e mi peso ogni pensiero nel mio corpo come in una città straniera.

e niente incontri e mai toccare veramente e mai trovarsi ma sempre solo schifosamente adattare un pensiero…

come adesso che scrivo per percorrere un’altra strada, l’unica che ho stanotte, l’unica che mi abbraccia, l’unica che mi riscalda, l’unica stanotte a non volere nulla da me.


vorrei scordarmi.

io.




superfluo scriverti amore perduto,


che nessuna inondazione è fatta per essere navigata e non navigherò. nel blu delle tue giacche giganti che con un abbraccio scioglievano e accoglievano, riempivano e sanavano vuoti ancestrali e ferite bambine

e ora.

la cura che trovo altrove ha colori diversi o forse è incolore se ho lacrime e non ha

armonia né bellezza e alcuna prudenza per il mio sentire.

il distacco per volare l’ho trovato nella malizia, la seduzione, nella donna che mi concedo di essere, eppure sento perdere e perdere me, te, la purezza, l’oro del nostro tempo morbido nella notte - il buio fitto fitto di silenzi e le mie lacrime >quando mi mancava il respiro<>

lieve mi parlava d’amore.

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