Tra la veglia e il sonno

Ci sono volte, tra la veglia e il sonno, che io divento mamma.
Likampa è un bambino che ho visto solo due volte eppure è l'unico bambino al mondo che mi abbia fatto avvicinare ad un sentimento che una mamma può provare. Un sentimento che non mi è naturale. Penso di essere tutto tranne una che può un giorno diventare mamma.
Sarà per le mie storie d'amore scombinate dove anche solo la parola 'fidanzati' mi è sembrata una cella, un disegno di righe e quadretti dentro cui stare, un perimetro da non sconfinare, io che per il mio lavoro non riesco a progettare nulla se non su di un foglio bianco e le gabbie grafiche, come le regole a cui sottostare, come le feste da rispettare, mi fanno venire il mal di pancia.
Da sempre. Anche quando ogni 17 marzo mi fanno gli auguri per il compleanno.
Likampa l'ho conosciuto una notte, la mia prima notte trascorsa in una boma quando il mio amico maasai mi ha ospitato nella sua capanna. In realtà era sera ma sembrava notte fonda.

Di Likampa, e non so nemmeno se è corretto scrivere così il suo nome, vedevo solo gli occhi e i dentini mentre mi parlava, cantava e ripeteva qualsiasi parola, in italiano, in inglese e in maa, che io dicevo e che lui mi insegnava. Il giorno dopo alla cinque del mattino la luce ha dato un volto a quel bambino, il più dolce dei volti esistenti al mondo. un volto ormai a me così -e così stranamente- diventato familiare, se, senza controllo, nei momenti tra la veglia e il sonno, è qui vicino, torna a trovarmi.

Quando voglio emozionarmi io penso a Likampa.

Sono molto brava a indurmi le emozioni. Quando un uomo-improvvisamente- mi piace tanto, prima di scappare lontana miglia e miglia da lui, ci sono momenti tra la veglia e il sonno che so come pensarlo per emozionarmi. Ed emozionarmi non è il piacere di stare con lui o di amarlo, emozionarmi immaginandomi la prima volta di qualcosa, la prima volta che mi prende la mano, la prima che passo le mie dita sopra i suoi occhi chiusi. Questo mi emoziona più di ogni cosa, come la tensione di una mano a pugno chiuso che si apre e ti inonda di cose belle che si mettono in circolo nel sangue e che proprio dal cuore partono.
Nelle notti in cui ho paura mi figuro tutto questo e già mi calmo.
Ma mai mi era successo di provarlo per un bambino di cui vorrei essere mamma.
Pensa, se lo sapesse, che potrebbe pensare la sua vera mamma... ma tanto non lo saprà, e poi lei è una maasai: già solo per istinto capirà che amore aggiunge amore e mai sottrae, mai. E poi è solo una fantasia tra la veglia e il sonno, una dimensione fuori da ogni luogo e da ogni tempo, dove tutto può essere, se persino io posso intenerirmi desiderando di abbottonargli il grembiulino, preparare per lui la merendina, di chiudere la sua cartella.
Per tutti i suoi sorrisi sono certa che rinuncerei alla mia solitudine, riuscirei a diventare sociale, sarei felice di conoscere donne con bambini nei posti dove andiamo. Gli insegnerò a disegnare, disegneremo proprio tanto. Pensa che cosa deve essere un bambino che impara tutto da te; tra la veglia e il sonno il mio bambino mi mostra il suo disegno e dice 'è per te mamma'. Quanto può brillare un atto di amore inconsapevole? Lui è così innocente, la purezza dei suoi gesti non ha dimensioni misurabili.

Adorabile creatura sei proprio speciale, io abito lontano lontano lontano da te, ti ho visto solo due volte eppure riesci a fare di me una mamma, e solo con te io sono mamma, e senza te sono nel punto diametralmente opposto a questo in cui mi fai stare. Forse nel luogo senza spazio, tra la veglia e il sonno, il tempo si è fermato a quando ti ho visto la seconda volta e tu eri cresciuto di un anno, e io ti ho chiamato 'Likampa!' e tu ti sei nascosto dietro la capanna, me ne sono andata ma rigirandomi io ti ho visto che mi cercavi e, se ti guardavo io, tu abbassavi immediatamente lo sguardo, ma sorridevi e hai permesso a me di avvicinarmi.
io sono ancora lì a rincorrerti attorno alla capanna.
Tra la veglia e il sonno, questo è quello che mi figuro: l'immagine di te con addosso la shuka rossa, dritto in piedi, in mezzo a due capanne color fango e dentro un cielo azzurro con poche nuvole bianche ed un enorme foglia verde che ti protegge dall'alto.
Se è vero che le energie arrivano a chi amiamo, vorrei con tutto il cuore che ti arrivasse questa foglia come la preghiera di una mamma. Che gli dei di ogni credo, del mio cielo e del tuo cielo, possano proteggerti, possano darti l'incanto di guardare la bellezza del mondo che ti ha accolto, il coraggio di superare le cose brutte che inevitabilmente avrai, la forza di correre veloce per la tua strada come solo la tua gente sa fare e la fortuna di saperti fermare, di accorgerti, di contemplare la vastità della tua terra dalla roccia più alta delle vostre colline.
Figlio inconsapevole, che il mio amore ti riscaldi come dentro al più indicibile tramonto del vostro sole.

God bless you, my little boy
Tra la veglia e il sonno, la tua mamma.

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